Bagno a Ripoli 2009

L’Oratorio di Santa Caterina all’Antella e i suoi pittori

Bagno a Ripoli, Oratorio di Santa caterina
19 settembre 2009 – 3 gennaio 2020

Il percorso espositivo all’interno del prezioso scrigno dell’Oratorio di Santa Caterina comprendeva dodici capolavori provenienti dalla riserva della Galleria degli Uffizi, dal Museo dell’Opera di Santa Croce, dal Museo Nazionale di Villa Guinigi di Lucca e dal Museo d’Arte Sacra d’Incisa Valdarno, nonché da collezioni private, e per lo più mai esposte in pubblico.

La piccola chiesa, sorgente dai campi in lieve declivio, è  tornata ricca di tavole (che furono dipinte pressappoco nella stessa stagione della sua nascita) da pittori quali Spinello Aretino, Agnolo Gaddi, il Maestro di Barberino e Pietro Nelli.
Il grande fascino dell’evento era costituito dal ritorno del trittico d’Agnolo Gaddi sull’altare di Santa Caterina. Questa tavola, affidata per ragioni di tutela alle Gallerie fiorentine, ha pertanto temporaneamente ritrovato la sua funzione originaria nel luogo per il quale era stato allogato. Il trittico raffigura la Madonna col Bambino in trono fra i santi Filippo e Lorenzo e, nei tondi delle cuspidi, Cristo benedicente e l’Annunciazione. Purtroppo, a seguito di un furto avvenuto nell’Oratorio nel 1921, è andata perduta la predella in cui erano raffigurati Cristo in pietà fra i dolenti, un miracolo di san Filippo e il martirio di san Lorenzo.

Accanto al capolavoro di Agnolo Gaddi hanno trovato spazio, nell’aula di Santa Caterina, anche opere di  Spinello Aretino. I due artisti, interpreti della pittura tardotrecentesca in Toscana, si ritrovarono a operare insieme nella cappella degli Alberti, dopo aver sperimentato un’ottima intesa collaborando al progetto delle sculture del Duomo di Firenze e alla decorazione della sacrestia di San Miniato al Monte. Di Spinello la mostra ospita il trittico conservato al Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca e la lunetta ad affresco con la Madonna, il Bambino e due angeli che, insieme alla relativa sinopia, torna definitivamente nella sua sede originaria.

La mostra, fedele al progetto della Città degli Uffizi, è nata dall’esigenza di valorizzare a pieno un luogo di grande bellezza, sia come edificio religioso, sia come scrigno di importanti opere d’arte.

La mostra e il catalogo sono stati curati da Angelo Tartuferi con il contributo di Isabelle Chabot, Daniela Lamberini e Paolo Pirillo.
Scarica qui il catalogo_della mostra.